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Deflazione tecnologica, stampanti 3D, e le case del futuro

Questo articolo è il primo di una serie di articoli a metà tra l’economia e la tecnologia. Il tema principale di questa serie di articoli sarà la cosiddetta deflazione tecnologica. Nell’articolo di oggi parleremo di stampanti 3D e delle case del futuro, per quanto strano questo connubio possa sembrare.

Cos’è la deflazione tecnologica?

In parole semplici, potremmo dire che la deflazione tecnologica è quel processo per cui il costo di produrre un certo bene decresce con il passare del tempo grazie a miglioramenti tecnologici. Ad esempio, un televisore di oggi da 32 pollici, costa molto meno di un televisore da 32 pollici di 20 anni fa’ (in termini reali, ovvero scontando il tasso di inflazione). Il settore dell’elettronica e dell’informatica infatti è uno dei più colpiti dalla deflazione tecnologica.

L’altra faccia della deflazione tecnologica è anche l’automazione spinta dei processi produttivi e, negli ultimi anni, l’invasione di “campi” che tutti consideravano prerogativa dell’uomo. L’esempio più clamoroso è la macchina automatica di google. Fino al 2005, nessuno credeva che si sarebbe potuta automatizzare la guida di un veicolo. Addirittura, si utilizzava l’esempio della guida di un’auto come di un’abilità (skill) che nessun computer avrebbe mai potuto padroneggiare.

Come potete immaginare, un’implicazione importante della deflazione tecnologica è il potenziale di eliminazione del lavoro umano. Ad esempio, se le auto si guideranno da sole, non ci sarà alcun bisogno di tassisti. Un altro esempio sono i cosidetti assistenti intelligenti (Siri, Cortana, etc.). Al momento questi software basati sull’intelligenza artificiale non sono in grado di sostituire un operatore umano di un call center. Ma è già considerato sicuro che tra 5-10 anni gli operatori dei call center saranno sostituiti da software intelligenti in grado di capire il linguaggio umano e di interagire con l’utente.

Altri settori in deflazione tecnologica

Abbiamo già detto che i settori in cui la deflazione tecnologica è più evidente sono l’elettronica e l’informatica. Purtroppo però, molti commentatori/giornalisti/bloggers commettono l’errore di considerare la deflazione tecnologica una prerogativa di quei due settori. Non è così. Quando si va a misurare l’andamento del prezzo in settori dell’industria in cui l’elettronica e l’informatica hanno una presenza marginale, si scopre che anche in questi settori c’è deflazione tecnologica. Vediamo il caso dei veicoli da trasporto su gomma (automobili più furgoni). Ecco l’andamento del prezzo dei veicoli negli Stati Uniti dal 98 al 2013:

Il prezzo depurato dell’inflazone dei veicoli (linea arancione) è calato del 30% circa in quindici anni, ovvero del -2,5% circa ogni anno. Che è successo? Grazie all’automazione sempre più spinta nella catena di montaggio, costruire un’automobile o un furgone costa il 2,5% in meno ogni anno. Semplice.

L’industria abbonda di settori in deflazione (come appunto quello dell’automotive), solo che se ne parla poco perchè a confronto con settori in forte deflazione, come l’informatica e l’elettronica, questi settori non fanno notizia.

Stampare case

Tutti avrete sentito parlare di stampanti 3D in grado di stampare oggetti più o meno complessi. Credo che però in pochi avrete sentito parlare di enomi stampanti 3D in grado di “stampare” case. Una stampante 3D per “stampare” case (che vedete nell’immagine all’inizio dell’articolo) è a pieno titolo una stampante 3D, ed è concettualmente simile (a parte le dimensioni!) ad una stampante 3D che stampa soprammobili.

La storia di queste enormi “stampanti” è piuttosto interessante. La tecnologia è stata messa a punto in un’università Californiana al fine di costruire case poco costose nel minor tempo possibile a) in zone in cui è appena accaduto un disastro naturale o b) in zone molto povere (ad esempio in una favela al posto delle baracche fatiscenti). Poi però ci si è resi conto che tali costruzioni hanno anche un’ottima qualità. Insomma non sono solo case di emergenza, sono case a tutti gli effetti.

Tant’è che ad un certo punto gli ingegneri della Caterpillar si sono interessati a questa tecnologia, ed ora la Caterpillar sta finanziando un progetto di ricerca su questa tecnologia. Ciò significa che la Caterpillar, che è il più grosso costruttore mondiale di macchine per l’edilizia, ritiene che la “stampa” 3D di case avrà un impatto importante nel settore delle costruzioni negli Stati Uniti ed in tutti i paesi sviluppati.

Stati Uniti vs Cina

Mentre negli Stati Uniti la prima startup (la Contour Crafting Corporation) che produrrà stampanti 3D per l’edilizia è stata fondata da poco, e prevede di commercializzare le prime stampanti 3D per l’edilizia entro il 2020, in Cina sono già state “stampate” le prime abitazioni.

La Cina è avanti, ma da quanto abbiamo visto (dalle foto disponibili) gli standard qualitativi lasciano un po’ a desiderare, e, naturalmente, i regolamenti sulle strutture edilizie in USA sono più severi dei regolamenti edilizi cinesi. Quindi concentriamoci sugli Stati Uniti.

Negli USA, come abbiamo detto, le prime case costruite con stampanti 3D saranno disponibili entro pochissimi anni. Le caratteristiche principali di queste case saranno:

  • Potranno essere cotruite, imbiancatura inclusa, in meno di due settimane.
  • Saranno due/tre volte più resistenti delle normali strutture di cemento.
  • Il processo di “stampa” richiederà meno energia di quello tradizionale.
  • Il processo di “stampa” avrà emissioni inquinanti (sia solide che gassose) molto più basse del processo di costruzione tradizionale.

Ma soprattutto, costruire case con il metodo della stampa 3D avrà un costo del 60% più basso del processo edilizio tradizionale.

Dati questi fatti, non c’è alcuna possibilità che la stampa 3D non soppianti i metodi di costruzione tradizionali.

Impatto economico

Potrei scommettere che ognuno di voi è più o meno consapevole di un fatto: negli ultimi 50 anni non ci sono state grandi rivoluzioni tecnologiche nell’edilizia. Detto in altri termini, le case si costruiscono sempre nello stesso modo. Le betoniere, le ruspe e le gru non sono di certo un’invenzione dell’anno passato.

In termini economici, questo significa che la produttività oraria nel settore dell’edilizia negli ultimi 50 anni non è cresciuta. Ecco la produttività oraria dell’edilizia negli Stati Uniti dal ’64 al 2004 (curva in rosso).

Come potete vedere, mentre la produttività complessiva degli altri settori dell’economia (linea blu) è più che raddoppiata, la produttività dell’edilizia è rimasta ferma agli anni 60 (anzi è leggermente peggiorata!).

Bene, scordatevi che questo trend continui. Quando i sistemi di costruzione basati su “stampa” 3D prenderanno piede (il che è inevitabile, come abbiamo visto). Quella curva rossa avrà un’impennata verso l’alto senza precendenti. Naturalmente, è difficile stimare di quanto sarà la crescita della produttività, ma non ci stupiremmo se la produttività del settore edilizio dovesse triplicare.

C’è anche un’ovvia implicazione per il costo delle case. Facciamo due conti. Il costo di una casa ha due componenti: il costo del terreno ed il costo di costruzione. Approssimativamente, il costo di costruzione di una casa al metro quadro è di 1000-1200 euro (è un calcolo approssimativo che include anche il guadagno dell’impresa edile). Ora, in una zona densamente urbanizzata (ad esempio: Milano), il costo del terreno supera tranquillamente il costo dell’abitazione. Ma in una piccola cittadina (ad esempio: Bergamo) si può dire che i due costi sono molto simili. Quindi, se i costi di costruzione diminuiranno di quasi due terzi, il costo complessivo di una casa costruita con stampa 3D a Bergamo diminuirà di circa il 30-40%! Neanche parliamo di zone rurali, nelle quali il prezzo delle case letteralmente crollerà, a causa dei bassi prezzi dei terreni.

Conclusioni

Il settore dell’edilizia, che ora è parte del settore dei servizi, diventerà un settore industriale a tutti gli effetti. Il muratore diventerà un operaio il cui compito principale sarà manovrare e gestire grossi macchinari che costruiranno edifici (anche di molti piani) in quasi totale autonomia. La casa del futuro sarà molto più economica di oggi, ma avrà ottimi standard qualitativi.

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