Il salvataggio di Monte dei Paschi: alcune considerazioni

E’ deciso. Dopo il fallito aumento di capitale, il governo italiano -recependo la direttiva europea sulla gestione delle crisi bancarie- ha deciso di acquisire la maggioranza di MPS.

E il Bail In?

Ricordo che il Bail In è un’importante parte della direttiva europea sulla gestione delle crisi bancarie. Ma cosa prevede? Di fatto è un approccio liberista alla gestione delle crisi: in sintesi, nel caso una banca si ritrovi in una situazione patrimoniale grave, azionisti, obbligazionisti, obbligazionisti subordinati ed infine correntisti, sono chiamati a contribuire al salvataggio della banca (in questo ordine).

Nel caso di MPS non è scattato il Bail In perchè mancano le condizioni di gravità necessarie. Si può invece procedere all’intervento statale proprio al fine di prevenire un futuro Bail In.

Una direttiva mal scritta?

Sia il Bail In, sia la possibilità di intervento statale nel capitale di una banca sono previsti dalla direttiva europea BRRD (Bank Recovery and Resolution Directive). E’ però chiaro che tale direttiva è mal scritta.

Come avevo già osservato su questo blog, l’idea che il Bail In possa richiedere un aiuto economico da parte dei correntisti è follia pura. E’ una questione di buon senso: dato che il correntista spesso non riceve alcun interesse dal proprio conto corrente, egli non è un obbligazionista, ovvero non è un creditore della banca. Ma allora non ha senso che egli venga chiamato in causa se/quando la sua banca entra in una procedura di fallimento.

Il caso MPS tuttavia è il primo in cui la direttiva BRRD permette la statalizzazione di una grande banca. E’ un segnale importante, secondo me, poichè ci dice che nel futuro non si farà mai ricorso al Bail In, almeno per quanto riguarda le grandi banche, le banche sistemiche.

Come funziona la ricapitalizzazione

Per quanto riguarda la ricapitalizzazione di stato, essa dovrebbe avvenire secondo due meccanismi, che sono (in termini semplificati):

  • Lo stato acquisterà obbligazioni subordinate di MPS da chi le possiede, e successivamente le trasformerà in azioni di MPS.
  • MPS creerà azioni che venderà allo stato (questo sarà una sorta di aumento di capitale ad uso dello stato italiano).

Il primo meccanismo vale meno di due miliardi, mentre il secondo ne vale circa sei.

Notate che l’aumento di capitale iniziale (proposto da MPS al mercato e fallito) valeva 5 miliardi; successivamente si è parlato di una ricapitalizzazione statale da 7 miliardi; mentre ora si parla di una ricapitalizzazione statale da quasi 9 miliardi!

La futura ricollocazione sul mercato

Naturalmente, visto che siamo in un’economia capitalista, lo stato terrà MPS solo per un periodo limitato di tempo, tra i 12 e i 24 mesi. In seguito, MPS dovrà essere ricollocata sul mercato.

Ma da oggi alla futura ricollocazione, che succederà ad MPS? Che farà lo stato? Come rinnoverà MPS?

Un salvataggio politico

Quando uno stato nazionalizza un’azienda (o una banca) in crisi per poi ricollocarla sul mercato, è evidente che quello stato deve mettere in atto un piano di ristrutturazione industriale ambizioso. Altrimenti, nazionalizzare per ricollocare non avrebbe alcun senso.

Tuttavia, nel caso di MPS, ad oggi non è ancora chiaro cosa lo stato intenda fare per “ristrutturare” MPS e sopratutto come lo stato intenda risolvere il problema delle sofferenze bancarie. Pertanto, ho più di un sospetto che, sfortunatamente per l’Italia, la nazionalizzazione e ricollocazione di MPS sia esclusivamente un’operazione politica. Perchè? Perchè l’operazione permetterà al Partito Democratico di tamponare il bubbone MPS, che, è bene ricordarlo, è un bubbone politico per il P. D. toscano (e quindi per il P.D. a livello nazionale).

In pratica, la nazionalizzazione di MPS dovrebbe permettere al PD di arrivare alle elezioni politiche di primavera/estate senza la “pubblicità negativa” derivante dal caso MPS (che non sarà più un caso economico/politico).

Le obbligazioni subordinate

Per quanto riguarda l’acquisto delle obbligazioni subordinate e la loro riconversione in azioni, il governo fa sapere che le obbligazioni subordinate in mano ai privati verranno pagate al 100% del valore, mentre quelle in mano agli operatori istutuzionali verranno pagate al 75% del valore.

Perchè questo? Su questo aspetto siamo a metà tra l’equità e la politica. Le filiali di MPS avevano venduto molte obbligazioni subordinate ai propri clienti, e pertanto si configura una sorta di conflitto di interesse. Pertanto, pagando al 100% le obbligazioni subordinate dei risparmiatori si cerca di risolvere quel “vulnus”. Questo è l’aspetto di equità.

Ma vi è anche un aspetto politico, secondo me: pagando le obbligazioni subordinate in mano ai risparmiatori a pieno prezzo, non si rischia che durante le prossime (imminenti) elezioni politiche qualcuno si metta a parlare dell’ingiustizia subita dai clienti di MPS sotto il beneplacito del Partito Democratico toscano.

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