E’ possibile guadagnare con il trading?

the_golden_rules_of_stock_trading_for_2013-710x473

Nel primo articolo sul trading di breve e di brevissimo periodo abbiamo evidenziato quali sono i problemi specifici di questi due approcci (se non avete letto il primo articolo leggetelo cliccando qui). In quest’articolo vediamo quali sono i problemi comuni al trading di breve periodo ed al trading di brevissimo periodo, e se è possibile guadagnare con il trading. Ricordo che il trading di brevissimo ha una durata che va da poche ore ad alcuni giorni, mentre il trading di breve ha una durata da 3-5 giorni ad alcune settimane.

La discrezionalità

Iniziamo dal primo problema: la discrezionalità. Per discrezionalità intendo “seguire il proprio istinto”, invece di affidarsi a regole di acquisto e di vendita stabilite a priori. Ad esempio, un trader che opera in modo discrezionale comprerà una certa azione perchè intuisce che sta per salire, e la venderà quanto egli crede che l’azione sta per invertire rotta. In un certo senso, il trader discrezionale è un intuivo.

Ora, è vero che ci sono trader professionisti che fanno trading in modo puramente discrezionale (tipicamente operano sul brevissimo periodo). Ma questi trader hanno osservato i mercati per anni, forse per decenni, e hanno sviluppato una grande competenza. Inoltre, essi hanno una grande capacità di controllo sulla propria emotività.

Al contrario, un trader amatoriale non ha ne la competenza di un trader professionista discrezionale, ne la capacità che ha un trader professionista di gestire l’emotività (torneremo su questo punto tra poco).

Scegliere il sistema giusto

Appurato che l’approccio discrezionale non è adatto al piccolo trader, cosa rimane? Rimane l’approccio basato su regole chiare e precise, che devono essere applicate sia all’acquisto che alla vendita di ogni titolo/azione. Un esempio di regola chiara e precisa di acquisto è: compra quando il prezzo di oggi è stato completamente al di sopra della media mobile a 50 giorni.

Stabilito questo, rimane il problema di scegliere il giusto sistema (trading system), ovvero scegliere il giusto insieme di regole di acquisto e di vendita. E qui arrivano i primi problemi, perchè su internet abbondano i trading system dalle mirabolanti performance (40% e più all’anno). Solo che molto, molto spesso queste performance sono pompate (perchè quei sistemi sono affetti da overfitting). Pertanto, chi acquista un sistema di trading dovrebbe avere una buona competenza finanziaria che gli permetta di escludere “magagne” associate al sistema che sta per comprare.

I drawdown e l’emotività

Ora supponiamo che il nostro trader amatoriale abbia acquistato un sistema di trading non affetto da overfitting, e dalle buone performance. Bene. Rimane un problema: la gestione dei drawdown. Per drawdown intendiamo semplicemente una serie di perdite consecutive generate dal sistema di trading. Il numero di perdite consecutive per un buon sistema di trading può arrivare anche a 5-10, e più. E, statene certi, prima o poi ci si arriva.

Ora il trader professionista non ha nessun problema a gestire un drawdown (è un professionista e sa che questo fa parte del trading). Ma un trader amatoriale? Sono pronto a scommettere che un buon 90% dei trader amatoriali, quando arrivano alla ottava, nona o decima perdita consecutiva (sempre che ci arrivino), divengono preda dell’emotività e abbandonano il sistema di trading. Questa è la realtà, purtroppo.

Ancora sui drawdown

Emotività a parte, i trader professionisti hanno un secondo vantaggio per quanto riguarda i drawdown. Come già acennato nel primo articolo, un trader professionista tipicamente non utilizza un solo sistema di trading, ma utilizza un insieme di sistemi di trading (poniamo 5) tutti scorrelati tra loro. Questo permette al trader professionista di minimizzare e di gestire meglio i drawdown. Altrettanto tipicamente, il trader amatoriale si limita ad utilizzare un solo trading system, e pertanto si espone a drawdown molto più forti di quelli a cui si espone il trader professionista.

Le commissioni

In effetti, un trader amatoriale potrebbe pensare di imitare i trader professionali utilizzando una serie di sistemi di trading scorrelati. L’idea è buona, ma questo generebbe un problema al trader amatoriale: il costo delle commissioni di trading.

Prendiamo il broker meno costoso sulla piazza, DeGiro. E cominciamo a calcolare i costi di un singolo trading system di breve periodo. Supponiamo che tale sistema generi 20 operazioni in un anno (è una stima conservativa!). Ora, i sistemi da usare sono però 5. Quindi siamo a, ipotizziamo, 100 operazioni all’anno. Ad un trader amatoriare mediamente capitalizzato, ogni operazione (acquisto più vendita) costa circa lo 0,1% del proprio capitale di trading (i futures ed altri derivati hanno commissioni più basse, ma introducono altri problemi). Moltiplicato per cento (sono cento operazioni all’anno) fa il 10% di costo di brokeraggio all’anno. E stiamo parlando del broker più economico sulla piazza! Supponendo che i vostri cinque trading systems siano ben costruiti, privi di overfitting, e ben gestiti, e che vi rendano il 30% all’anno (che è un rendimento che i migliori hedge fund si sognano), state pagando un terzo dei vostri guadagni in commissioni!

Ma vi siete mai chiesti come mai i broker italiani e non, organizzano corsi di trading, suggeriscono sistemi di trading gratutiti, etc.? Spero che ora la risposta sia chiara…

Conclusioni

Molto semplicemente, Il trading di breve e quello di brevissimo periodo sono problematici e di difficile gestione, e pertanto sono certamente più adatti ai traders professionisti che non ai piccoli traders. Un piccolo trader che abbia a disposizione un insieme di trading system tutti di ottima qualità, e che abbia il pieno controllo della propria emotività si scontrerà comunque con il problema delle commissioni di brokeraggio. Per queste ragioni, guadagnare con il trading di breve o di brevissimo è difficile, se non impossibile, per un trader amatoriale (anche se un trader professionista guadagna con il trading di breve e di brevissimo).

Naturalmente non stiamo dicendo che è impossibile che un trader amatoriale guadagni facendo trading per sei mesi o un anno. E’ possibilissimo che questo succeda. Il problema è che nel lungo periodo, diciamo dieci anni, è altamente improbabile che il nostro trader riuscirà a fare soldi con il trading.

Cosa dovrebbe fare allora un piccolo trader? Secondo noi dovrebbe al massimo fare trading di medio periodo (anche noto come position trading), nel quale si compiono poche operazioni all’anno, ed una singola operazione può durare anche molti mesi. Il nostro sistema di investimento gratuito, ad esempio, è un sistema semplice di position trading. Vi sono naturalmente altri sistemi di trading di medio periodo, dei quali ci occuperemo in un prossimo articolo.

IMPORTANTE: Leggi i Termini e le Condizioni del Sito!

Condividi l’articolo, aiutaci a crescere:

Facebooktwittergoogle_pluspinterestlinkedin

 

Be the first to comment on "E’ possibile guadagnare con il trading?"

Leave a comment

Your email address will not be published.