Brexit: quali sono le vere conseguenze?

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Prendiamo atto della decisione degli elettori inglesi di voler abbandonare l’Unione Europea. Ma quali saranno le conseguenze per l’Europa e per l’Italia? Secondo noi, saranno molto limitate.

Andiamo con ordine. Nell’immediato, non succederà assolutamente niente. Inghilterra, Scozia, ed Irlanda del nord dovranno negoziare con l’Unione Europea le condizioni di uscita, definite dal Trattato di Lisbona. Ma questo richiederà del tempo, probabilmente un anno o più. Inoltre verranno, di fatto, abrogati i trattati di libero scambio tra nazioni europee e Gran Bretagna. Anche questo richiederà più di un anno.

Nel medio/lungo periodo invece vi saranno due conseguenze economiche/finanziarie. La prima conseguenza è che la City di Londra probabilmente perderà il monopolio di fatto della gestione delle transazioni valutarie da euro a sterlina e da euro a dollaro (e viceversa). Quanto ci perderà la city? Tali transazioni valgono circa un triliardo di dollari al giorno; fate voi i conti. La seconda conseguenza è, naturalmente, che gli scambi commerciali tra Gran Bretagna ed Eurozona diventeranno più difficili. E’ difficile comprendere le conseguenze per la Gran Bretagna, ma per l’Eurozona non possiamo prevedere alcuna conseguenza negativa. La zona euro è economicamente molto ampia ed importante, e raccoglie economie eterogenee: si va dall’alta tecnologia all’agricoltura, passando per il turismo. Come dire: non abbiamo proprio bisogno della Gran Bretagna.

Secondo alcuni centri studi, l’Eurozona potrebbe perdere il 2% del PIL  a causa di mancate esportazioni verso la Gran Bretagna. Tuttavia, questa perdita sarà compensata dal fatto che l’Inghilterra esporterà meno beni e servizi verso l’Europa, e pertanto le aziende dell’area Euro potranno accaparrarsi questa fetta di mercato.  Inoltre, l’uscita dell’inghilterra dall’Unione, potrebbe finalmente favorire la nascita di un’industria finanziaria forte nell’Eurozona.

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Per quanto riguarda le conseguenze non economiche di medio/lungo periodo, iniziamo dalla più ovvia: l’effetto emulazione. Secondo giornali e telegiornali, molti paesi dell’Eurozona, tra cui l’Italia, potrebbero decidere di “uscire”, seguendo l’esempio della Gran Bretagna. Ora, abbandonare l’Eurozona significa abbandonare due cose diverse: l’Unione Europea, e la moneta comune, l’Euro. E mentre il Trattato di Lisbona, attraverso l’articolo 50, disciplina l’uscita dall’Unione Europea di un paese membro, ad oggi non è affatto chiaro se sia possibile o meno negoziare l’abbandono dell’Euro (così la pensano molti giuristi). In poche parole: la Gran Bretagna sta semplicemente negoziando l’uscita dall’Unione Europea; ma i paesi dell’Eurozona dovrebbero anche uscire dall’euro, cosa molto più complessa; ne segue che i paesi dell’Eurozona non possono “emulare” la Gran Bretagna.

Inoltre, l’Inghilterra è un paese dal forte sentimento nazionalista. Nell’area Euro, i paesi più nazionalisti sono la Francia e la Germania. Ma ad oggi non risulta che in Francia o in Germania vi siano movimenti politici separatisti degni di nota. Infine, a soli tre giorni dal voto, stiamo assistendo a forti reazioni pro Unione Europea, addirittura tra la popolazione inglese e scozzese!

L’ultima conseguenza -che è molto importante, secondo noi- è politica. Mentre l’Unione Europea si basa sulla cosidetta economia sociale di mercato, che prevede al contempo l’adozione a) di un’economia di mercato e b) di alcuni meccanismi correttivi per la tutela dell’individuo (ad esempio la sanità pubblica), la Gran Bretagna, e specialmente l’Inghilterra, non è affatto interessata a questo modello. Pertanto, secondo noi, sotto questo punto di vista l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea è una buona notizia. Paradossalmente, l’Unione Europea potrebbe uscire dal Brexit rafforzata, anziche -come sostengono alcuni- indebolita.

Per riassumere:

  • Le conseguenze economiche del Brexit saranno, per gli stati della zona Euro, abbastanza modeste (anzi, questa potrebbe essere l’occazione per sviluppare finalmente un’industria finanziaria europea).
  • E’ possibile che in Italia si verifichi un po’ di turbolenza finanziaria su alcuni titoli bancari; ma questo è dovuto ad un problema pregresso, il noto problema delle sofferenze bancarie.
  • L’effetto emulazione per ora è da escludere, sopratutto a causa della grande difficoltà (o meglio impossibilità) per un paese membro di abbandonare l’Euro.
  • L’Inghilterra ha una concezione dell’economia e dello stato sociale molto diverse da quelle condivise dai paesi dell’Eurozona. Quindi il suo abbandono da questo punto di vista è positivo, e potrebbe contribuire a rendere l’Unione Europea più coesa.

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